Going personal

 

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WARNING: what follows it’s an outburst, a waterfall of thoughts, running words like blood in the veins, reflections, it’s like an exorcism, a kick in the face to my fears, a way to feel less alone.

“What do you want to do when you grow up? Which were your childhood dreams? Isn’t late to begin any type of career?

We are all swamped of questions that try to define, classify, judge us for what someone else think to understand after few minutes of face to face chat, and my distress jump sky-high.

Honestly I’m tired listening these questions e feeling blame about the fact that I still don’t know exactly what damn do with my life; why don’t you just try to take me like I am? Why don’t you just trying to understand WHO and don’t WHAT? You’re free to escape, but avoid to stare judging like the King of Askew Word.

If I should picture my childhood dreams would be a waste of time because I’ll realise that I’ve never had particular dreams or long terms goals to achieve, I was better than today in living the moment (although there were peaks of hysterical fear of the future). And if we add the strongest feelings of fear and disillusion, which crush the joy and satisfaction of goal achievement, that’s it; a bad thoughts orgy will invade the dream’s space turning it into nightmare’s aquarium where are all joined under the same animal desire to destroy you.

Why I should bound me into an only choice? I like tons of different things, I’ll would lay hand (more and less) on everything and don’t let my curiosity die. Hence why I should try to be someone else to be respected out there? Why I should pretend to be happy to be classified into your anxious forms and waiting to be appreciate by you?

By now my fears are laughing at me, square dancing with my anxieties; they left me there thinking unable to act, overthinking about how the things didn’t gone like you hoped and about how every hitch are well studied to ruin you. But step by step, and respecting my times, I’ll try to reach the famous path.”

Specification: usually I’m funniest.

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AVVERTENZA: Ciò che segue è uno sfogo, una cascata di pensieri, parole in circolo come sangue nelle vene, riflessioni, è un metodo di esorcizzazione, un calcio in faccia alle paure, un modo per sentirsi meno soli.

“Cosa vuoi fare da grande? Cosa sognavi di fare quando eri piccolo? Ma non è tardi per iniziare la tua carriera?

Insomma siamo sommersi di domande che cercano di definirci, catalogarci, giudicarci per ciò che credono di capire grazie a cinque minuti di incontro faccia a faccia, e la mia angoscia salta alle stelle.

Sì, perché onestamente sono stanca marcia di sentire queste domande e sentirmi sotto accusa per non aver ancora capito cosa diavolo farne di me; perché non cercate di prendermi così come sono? Perché non evitare di definire le persone in base a cosa fanno e magari sforzarsi di capire CHI sono? Siete liberi di scappare, ma evitate di star lì a giudicare come se foste i re del mondo storto.

Se mi fermassi un attimo cercando di visualizzare i sogni che avevo da piccola sarebbe tempo perso perché alla fine realizzerei il fatto di non aver mai avuto sogni particolari o obiettivi a lungo termine da rispettare, ero molto più brava di ora nel vivere il momento (anche se con picchi di isterica paura del futuro). Quando poi il sentimento di paura e delusione è più forte della gioia e della soddisfazione che si prova al raggiungimento di un obiettivo il gioco è fatto; un’orgia di pensieri negativi invadono lo spazio dei sogni e li trasformano in incubi in cui tutti sono uniti sotto la stessa animale voglia di distruggerti.

Poi perché dovrei limitarmi ad una sola scelta? A me piacciono un milione di cose, vorrei metter mano (più o meno) dappertutto e non lasciar scadere la mia curiosità. Insomma perché dovrei essere qualcun altro per farmi rispettare là fuori? Perché dovrei fingere di essere felice di essere catalogata nelle vostre tabelle ansiogene e aspettare che siano di vostro gradimento?

Oramai le mie paure si stanno prendendo gioco di me, ballano la quadriglia con le mie ansie, mi lasciano lì a pensare senza riuscire ad agire, a rimuginare su come le cose non siano andate per il verso che dovevano prendere, su come ogni imprevisto è stato ben studiato per rovinarti; ma piano piano, rispettando i miei tempi, riuscirò ad acchiappare la famosa strada.

Specifica: di solito sono più simpatica.

 

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One Response to Going personal

  1. Erin says:

    It’s so important to do something that we love! I’m always working to keep my options open.

    Erin | Erin and Katherine Talk Beauty

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